Dieci giorni dopo la conclusione dell’odissea di cui raccontavo nel post precedente e in seguito a qualche ulteriore riflessione, m’è venuta l’idea – così, per farmi del male – di andare a controllare sui vari siti dei provider se fosse disponibile per la mia (ormai ex) linea telefonica il servizio ADSL. Il risultato è sorprendente.
Innanzitutto, sul sito Telecom viene chiaramente indicato che l’unica ADSL disponibile è la cosiddetta “MiniADSL” del Progetto Digital Divide. Ricordo, per chi non avesse voglia di rileggersi tutto il post precedente, che Telecom mi aveva proposto in un primo momento l’ADSL normale per poi, nella stessa telefonata, specificare trattarsi di “MiniADSL” e infine, in un’ulteriore telefonata e soprattutto nel contratto giuntomi per posta, era tornata all’ADSL normale, Alice 7 mega. Se non avessi esercitato il recesso che tipo di servizio sarebbe stato attivato sulla mia linea? A tutt’oggi è un mistero (ma intanto i soldi della riattivazione della linea me li hanno chiesti, pure con l’anticipo per il mese di marzo):
Per quanto concerne gli altri principali operatori, NESSUNO di essi mi dà la possibilità di attivare una linea ADSL, in quanto la mia zona risulta fuori copertura. Ecco un po’ di schermate (nell’ordine: Vodafone, Infostrada, TeleTu, Tiscali):
Come si spiega tutto ciò? È possibile che Telecom sia in grado di fornire un servizio, ma lo tenga “segreto” per impedire alla concorrenza di approfittarne e fare controfferte alla clientela? O forse Telecom è dissociata da se stessa e promette servizi che tecnicamente non è nelle condizioni di fornire? Oppure?






So che non è proprio come avere un adsl serio, ma la Vodafone Station non dovrebbe avere problemi di copertura, potrebbe essere la soluzione per questo luogo apparentemente irraggiungibile?