GABRIELLA

Tutti conoscete di vista la ragazza della foto qui sopra. E’ il volto della pubblicità del CEPU. Cartelloni in tutte le città. Spot in televisione. Locandine sulle porte a vetri dei negozi.
Il punto è che tutte le volte che la vedo, e sono tante ogni giorno, provo un tuffo al cuore.
Già, perché io quella ragazza la conosco bene. Non la vedo di persona da almeno sette anni.
Si chiama Gabriella. E’ stata mia studentessa anni fa, quando vivevo e lavoravo in Brianza.
Ma non solo. Il fatto è che io a Gabriella ho voluto molto bene, e gliene voglio ancora. Era una ragazza bellissima e fragile, portatrice forse sana di quelle fragilità che non capisci mai se nascondano una forza immensa e persino un po’ spaventosa o un punto di rottura di imminente raggiungimento.
Con Gabriella e molti altri ragazzi e ragazze mettemmo in piedi una scalcinatissima compagnia teatrale.
Tentammo per due anni di seguito di mettere in scena due commedie molto divertenti, scritte su misura per chi le avrebbe interpretate. Non ci riuscimmo perché arrivati dalle parti di aprile la scuola prendeva a incombere e buonanotte.
Però, ricordo i pomeriggi del venerdì in cui ci trovavamo e provavamo. E chiacchieravamo. E cazzeggiavamo di tutto. Il blog prima del blog. Ho atteso poche cose nella mia vita con la trepidazione con la quale ho aspettato e pregustato per dua anni di fila quei venerdì pomeriggio da trascorrere in compagnia di gente meravigliosa.
Gabriella. Giorgia. Gabriele. Valentina. Sara. Katy. Peppone.
Gente di diciannove anni (io allora ne avevo una trentina scarsa). Gente che non ho vergogna di chiamare amici, anche perché si è trattato di un miracolo di sintonia mai più ripetuto con nessun altro gruppo di miei studenti, e certamente è giusto così.
Ricordo l’accompagnamento paziente di tutti loro dentro e attraverso la maturità, non solo nel senso dell’esame.
Poi, si sa com’è bastarda la vita, abbiamo preso strade diverse. Io sono tornato ad insegnare a Milano, poi ho vinto il concorso, poi ci sono stati l’esilio in Val Camonica e il trasloco sui colli piacentini.
Con alcuni di loro ci si sente ancora. Giusto ieri sera ho chiamato Giorgia, che si laureerà a febbraio.
Con Gabriella no. E’ rimasta un ricordo, molto dolce e un po’ struggente.
Ho saputo dai comuni amici che ha fatto strada. Modella. Servizi fotografici. Appunto.

Insomma, tutto ciò solo per dire che la penso ancora e che mi manca un po’. Hai visto mai che tra una sfilata e un servizio fotografico decida di navigare un po’ su internet e magari passi di qua.

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