UNO SPORCO LAVORO/36

Ieri sera a Otto e mezzo è andato in scena un dibattito surreale. L'argomento era la scuola. Oltre a Ferrara e alla Armeni c'erano il ministro Fioroni (parecchio sciroccato), Marco Lodoli e, in collegamento, Galli della Loggia. Si partiva dalla lettera degli studenti catanesi e dalla risposta sciagurata dei loro insegnanti (sciagurata almeno tanto quanto la lettera iniziale; per motivi diversi, che credo siano evidenti in entrambi i casi), di cui aveva parlato qualche giorno fa anche Massimo.

Però, poi, per venti minuti non s'è parlato d'altro che dei telefonini e dell'imminente divieto, auspicato da Ferrara e quasi promesso dal ministro, a introdurli a scuola (dichiaro subito pubblicamente che ignorerò il divieto per quanto riguarda me ed, eventualmente, i miei studenti).

Ancora, s'è detto che la colpa (di che?) sarebbe di internet, della televisione, della società. Infine, le solite facilonerie sugli insegnanti (e il ruolo sociale, e gli stipendi bassi, e troppe donne, cose così) e un Ferrara inquietante come non mai ad invocare autorità e sette in condotta.

Io, su tutta la questione, la penso esattamente come la pensavo quando ho scritto questo articolo per Left Wing, e poi quest'altro.  

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