FACCIAMO A CAPIRCI

"Io so che c’è, nelle parole e nei pensieri di cui il cattolicesimo è fatto, lo spazio per essere assolutamente e risolutamente dalla parte di chi è vittima: nessun “marchio di ingiusta discriminazione” può lasciare tranquilla una coscienza credente. Che la discriminazione avvenga per motivi razziali o culturali o di orientamento sessuale non dovrebbe avere importanza."

Su Left Wing, Dibattiti intrinsecamente disordinati, ovvero il mio tentativo da due soldi di contrastare la deriva (logica, innanzitutto) del dibattito pubblico italiano sull'omosessualità.

P.S.: sul nuovo numero di LW ci sono tante cose notevoli. Ne segnalo un paio: il bellissimo elzeviro di Massimo su identità e libertà (per ora lo segnalo solo, domani mi sa che lo commento) condito dalla goccia di Simone Weil, nonché l'ennesima dimostrazione per interposta recensione di reality show del fatto che gli unici comunisti buoni sono quelli che assomigliano alla Mae*.

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