UNO SPORCO LAVORO/52

"L’attrice primaria, senza della quale ogni comparsa, ogni suggeritore ed ogni regista, ogni effetto speciale e ogni maschera sono inutili. La libertà di ogni singolo ragazzo, quella sua energia che può essere educata a stare davanti al reale, a studiare, letteralmente a prendersi cura della realtà, o respinta, mortificata e impacchettata. Lei è l’attrice principale. Il ragazzo, il bambino, persino il più piccolo, non è lo spettatore di una scuola "pensata" su misura per lui. Non è nemmeno il fruitore, il cliente o il partecipante. La sua libertà ne fa il protagonista. Se ogni regola, ogni provvedimento, ogni attenzione non è rivolta a che la sua libertà sia educata, tratta più grande nell’avventura di conoscere e di farsi carico della realtà, tutto sarà inutile. E tutti sappiamo – per esperienza sappiamo – che la libertà di un uomo, anche di un piccolo uomo, non è mai veramente e adeguatamente sollecitata se non dalla libertà di un altro uomo. Non sarà la legge, il programma o l’obiettivo a provocare, a far diventare più grande la libertà dei nostri ragazzi. Ma la nostra libertà, ovvero la libertà di noi adulti, e di quelli che a scuola in un certo senso ci rappresentano, gli insegnanti."

Il gergo è un po' ciellino, ma il pezzo di Davide Rondoni su Avvenire di oggi a proposito di scuola, educazione e libertà è una delle cose più belle che abbia letto in merito da parecchio tempo a questa parte.

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