TUTTI A BLOGGARE ALLE CAIMAN

Allarme generale: il governo Prodi vuol mettere la tassa sui blog. Ne parlano De Andreis su Punto Informatico e Beppe Grillo, per dirne due. Probabilmente – dice De Andreis – non se ne farà nulla, ma la cosa resta grave per questioni di principio e di buon senso.

Tra l'altro, da incompetente assoluto in materia di diritto, m'è venuta in mente una serie di questioni: potrei essere "tassato" dal momento che il mio blog è ospitato su una piattaforma non italiana? Cioè: su quale base viene decisa la tassazione? Sul fatto che io, essendo cittadino italiano e avendo un blog, devo pagare la mia tassa in Italia? E chi glielo dice alla Guardia di Finanza che il tenutario di quel blog lì sono io (sì, d'accordo, dopo che io avrò cancellato il mio nome e cognome da ogni post in cui compaiono)? In poche parole: come si fa a imporre una tassazione nazionale non sulla vendita di un servizio, bensì su un diritto di espressione che – per il tipo di piattaforma di cui si avvale – è sradicato dall'appartenenza a uno spazio nazionale che non sia quello dove giace fisicamente il server che lo ospita?

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