CORRERE DA SOLI

"L’indimenticabile Adriano De Zan usava spesso un’espressione icastica per definire questo fenomeno: “La fuga delle trentasei pedalate”. Trentasei pedalate: lo spazio che intercorre tra il sentirsi leoni e lo scoprirsi coglioni.
Il fatto è che in gruppo si va più forte. Contrariamente a quanto possono credere gli ingenui, perlopiù l’esito di una gara in bicicletta non ha a che fare con valori un po’ fumosi come il coraggio, la determinazione, la fede in se stessi, ma piuttosto con le leggi della fisica. Ferree. Ineluttabili. Il ciclismo ha una sua logica, dopotutto.
Viene da chiedersi, a questo punto, perché mai ciclisti di ogni ordine e grado si ostinino ancora ad andare in fuga."

Torno a scrivere di ciclismo su Left Wing. Stavolta, si parla del buon Chiappucci, che sulla logica del "yes, I can" costruì le sue fortune. Ciclisticamente insensate e immeritate, ma non per questo meno memorabili.

P.S.: a quanto pare, il Direttore è contento del mio ritorno.

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