DEFINIRE ASSOLUTO

Cioè: precisamente, di che cosa stiamo parlando?

"Il fascismo è il male assoluto."

"Il fascismo non è il male assoluto." 

"Il male assoluto non è il fascismo, sono le leggi razziali."

Male. Assoluto. Il male, vabbe'. Fin lì ci si capisce abbastanza, credo. Uccidere è male. Torturare è male. Privare innocenti della libertà è male. Contribuire a causare una guerra è male. Deportare e sterminare è male. Creare un sistema politico illiberale è male. Devastare una democrazia è male. Pestare e terrorizzare gli avversari politici è male. Potrei andare avanti a lungo. In sintesi, il fascismo è male.

I problemi cominciano quando si tira in ballo l'assoluto. Hai detto niente, l'assoluto.

Senza farla troppo spessa sul piano filosofico (per quanto potrebbe essere interessante), che cosa diavolo può mai significare il fatto di definire un qualsiasi fenomeno storico "assoluto"? Se c'è una cosa che si dovrebbe capire abbastanza presto nella propria evoluzione culturale (e per abbastanza presto intendo più o meno in terza elementare, giusto quando finiscono di piacere i Teletubbies) è che in campo storico (ma più in generale direi in tutto ciò che riguarda quel che l'uomo fa e quel che l'uomo capisce di quel che fa) il pensiero dell'assoluto dovrebbe essere bandito. La storia è, nella sua essenza, ricostruzione basata sulle interpretazioni, e spesso sul loro conflitto impacificato e impacificabile.

E pertanto: se siamo nell'ambito della retorica, forse "male assoluto" vuole avere il significato di "cosa mooooolto cattiva". Ma allora, per favore, diciamolo così. Facciamo un piccolo sforzo antiretorico, vi prego. Diciamo: il fascismo (il nazismo, il comunismo sovietico, il maoismo, il fanatismo) è stata un'esperienza storica molto negativa. Talmente negativa nelle sue premesse, nel suo svolgimento e nei suoi esiti essenziali da offuscare tutto il resto che, umanamente, può essere stata (compreso quello di cui "soggettivamente" erano convinti i tanti che, magari persino in buona fede [1], vi hanno aderito).

Ma lasciamo in pace l'assoluto, che è foriero di vertigini e contraddizioni.

[1] Poi magari un giorno bisognerà spiegare a qualcuno, con tanta pazienza, che può esistere un peccato di buona fede, che la buona fede non assolve tutto, che aderire in buona fede a un'ideologia senza capirne – pur avendone i mezzi – la natura illiberale e negativa, be', è quanto di peggio un essere umano possa combinare per sé e per gli altri.

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