UNO SPORCO LAVORO/69/MICHAEL CHI?

"If you can make one heap of all your winnings
And risk it all on one turn of pitch-and-toss"

Ieri mattina prima lezione in una delle mie classi nuove, terzo anno del liceo classico. Prima ora. Sono alla cattedra un quarto d'ora prima della campanella. Loro entrano alla spicciolata, io resto muto, senza guardarli, la testa china sul registro di classe sul quale sto ricopiando i loro nomi.

Si siedono, bisbigliano, mi scrutano. Suona la campanella. Mi alzo, chiudo la porta. In mano ho un foglio di carta. Loro si azzittiscono. Aspettano che dica qualcosa. Io non dico niente.

Appallottolo rumorosamente il foglio di carta, all'improvviso. Qualcuno trasale. Mi avvio nell'angolo della classe più lontano dalla cattedra, alle loro spalle. Loro voltano la testa per guardarmi.

Senza dire una parola, molleggio sulle gambe, estrofletto il braccio, do il colpo di frusta col polso. La palla di carta vola a parabola, s'alza, poi scende e s'infila precisa nel centro del cestino della carta straccia che sta di fianco alla cattedra, con un bellissimo rumore di struscio contro il sacchetto di plastica.

Allargo le braccia, sorrido, ascolto il mormorio stralunato dei ragazzi. Torno alla cattedra. Comincio la lezione.

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