GENERATION OBAMA

Obama Presidente USAIl post più interessante finora apparso sui blog italiani a proposito dell'elezione di Obama alla Casa Bianca è quello di JimMomo:

"La mia impressione, vista l'affluenza record, è che certamente la crisi economica ha dato a Obama la spinta finale, ma che tuttavia, viste le proporzioni, si possa parlare di una vera e propria Generation Obama. E' come se milioni di giovani e di nuovi elettori avessero voluto essere i figuranti di un film colossal che si stava girando su un evento epocale nella storia americana: l'elezione del primo presidente afroamericano. […]
Obama ha intelligentemente giocato il colore della sua pelle non in modo identitario, come di solito sono inclini a fare i candidati neri, ma come un'opportunità offerta a un'intera nazione di ridefinire la propria identità politica. Si può dire, alla fine, che il fattore razziale lo abbia favorito, anziché danneggiarlo, perché la gente lo ha votato proprio per determinare, tra tante circostanze funeste per l'America, un evento storico che ridefinisse la coscienza collettiva della nazione prim'ancora che l'azione del suo governo. […]
La festa, occorre dirlo, è stata impreziosita da John McCain. Mi sbilancio affermando che il suo è stato uno dei più bei discorsi di concessione che siano mai stati pronunciati. Non è stata una pura formalità e lo si è sentito dai mugugni che si levavano dalla platea di suoi supporters delusi a Phoenix. Mi è sembrato che McCain fosse sinceramente contento, "commosso" in un certo senso, di aver partecipato anch'egli, seppure nel ruolo di antagonista, ad un evento di cui ha avvertito tutto il significato storico; che fosse orgoglioso di servire una nazione che democraticamente stava effettuando una scelta così coraggiosa, così densa di significati. Mi è parso di cogliere questo senso dalle sue parole, quando ha posto l'enfasi sui grandi passi avanti che l'America ha fatto nell'ultimo secolo. […]
L'elezione di Obama attesta la vitalità della democrazia americana, in grado di selezionare, forgiare quasi dal nulla, senza più distinzioni razziali, leader sia preparati che carismatici, che non provengono da una delle tante dinastie presidenziali o senatoriali. Dimostra che il sistema funziona, che l'America rimane il paese in cui a nessuno che sia dotato di capacità e determinazione viene negata almeno un'opportunità di arrivare ai vertici: «Nulla in questo Paese è impossibile». […]
Ecco, se l'elezione di Obama servisse a ridare agli americani fiducia nei potenti mezzi del loro sistema, e al resto del mondo l'ennesima dimostrazione della forza della democrazia, ne sarà comunque valsa la pena."

Che poi, aggiungo io, l'idea di far parte della Generation Obama è anche quel che rende sensato l'entusiasmo di molti dalle nostre parti, pur con un oceano di mezzo che rischia talvolta di rendere il tutto un po' goffo.

Update: o anche, come più cinicamente scrive Spinoza nel secondo post più interessante su tutta la vicenda:

"Il PD italiano festeggia. Sembrano quei tizi che si vedono nei telegiornali, che stappano lo spumante dopo che è uscito il sei al superenalotto: cantano e ballano, ma non hanno vinto un cazzo."

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