LA FALLACIA

"Ora, la fallacia consiste (come di regola in questo genere di argomenti, che appartengono al genere del paradosso) nel giocare la partita argomentativa (ed emozionale-empatica) su due tavoli. Io sento e ragiono come il soggetto sano che rifiuta per sé il possibile degrado corporeo e psichico della malattia, e contemporaneamente sento e ragiono come il malato (in me, simulato empaticamente) che soffre e rifiuta la propria condizione. Il sano decide, allora, in quanto malato (simulato-empatizzato in se stesso), per il malato fuori di sé, per l’altra persona malata (che egli non è), come se decidesse per sé. Decide la morte di altri come decidesse la propria. Ma restando vivo e “libero”, mentre l’altro muore.

Analogamente al celebre paradosso di Groucho Marx, colui che sceglie per la morte di Eluana, empatizzata in sé, afferma: fatemi morire (in quanto sono Eluana); non posso accettare, infatti, di vivere in una umanità dove esistono persone come me. Ma è Eluana che, sostitutivamente, muore."

Un pezzo bello, lungo e difficile di Pietro De Marco, riportato da Sandro Magister.

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