UNA FORMA DI CORRUZIONE

"Perché non si può scrivere impunemente una frase del genere e pensare anche che ciò aiuti a fare scuola, a essere insegnanti migliori, a parlare in maniera più efficace al cervello e alla sensibilità dei nostri studenti (i quali hanno bisogno soprattutto di verità, altro che processi di apprendimento):

Ci spaventa la possibilità di cancellare un passato di studio e di ricerca che ha tentato di spostare  l’asse dell’interesse professionale dal quadro diagnostico, pertanto soggettivo, mediante i vari tipi di prove tradizionali per definire conoscenze, abilità e a volte anche competenze complesse in relazione a obiettivi e programmazione, ad un quadro di descrizione del processo di apprendimento, di maturazione del pensiero, delle consapevolezze raggiunte, mediante la collaborazione e la partecipazione dello studente stesso, che diviene consapevole di ciò che sa e sa fare.

Io sarò un autentico naïf della valutazione decimologica e delle tecniche di apprendimento, lo ammetto. Ma provate a leggere l’intero articolo: è un modo di scrivere (e di parlare) che diventa inevitabilmente, non riesco a trovare altra definizione, una forma di corruzione. Corrompe i cervelli di chi lo pensa e di chi lo ascolta. Travolge i più elementari nessi logici e del buonsenso comune. Insegnare non può diventare una faccenda così assurdamente meccanica e rigida."

Lo scorfano mi spiega quello che penso.

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