CATASTROFI

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Uno guarda e dice: ah, be', certo, l'Abruzzo. E invece no. Questa foto l'ho fatta col mio telefonino oggi verso le 14.00 a non più di 500 metri in linea d'aria da casa mia, sui colli piacentini.

È  quel che resta di una bellissima casa in sasso, travolta da una frana spaventosa che ha tirato giù mezza montagna, cambiando completamente la conformazione di una valletta laterale della Val Tidone (la Val Chiarone, per essere precisi), disintegrando due strade, isolando Rocca d'Olgisio e costringendo gli abitanti delle frazioni di Fravica, Gabbiano, Case Gazzoli, Chiarone e Rocca Pulzana del comune di Pianello Val Tidone a peripli di chilometri o ad avventurosi rally su strade sterrate aperte alla bell'e meglio dalle ruspe per uscire di casa in automobile.

Prima della frana, la casa era circondata da un ettaro almeno di giardino piantumato, di cui non resta più nulla. Ora l'edificio è completamente inaccessibile. Il viale d'ingresso è stato preso dalla frana e letteralmente spezzato in due segmenti, oltre che crepato nel mezzo. Ma la cosa più impressionante è che la casa è letteralmente andata fuori asse, come si vede bene dalle foto qua sotto.

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Questo è il danno più rilevante causato dalle forti precipitazioni di qualche settimana fa. Oltre la frana, pressoché isolati e irraggiungibili da mezzi pesanti, ci sono ristoranti, agriturismi, allevamenti, piccole imprese che rischiano seriamente la catastrofe economica.

Tutto il territorio dell'alta Val Tidone è stato massacrato. Qua sotto, ad esempio, vedete quel che resta della strada di collegamento diretto tra Pianello e Pecorara, a scavalcare il passo di Ca' del Diavolo.

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Di qui ci sono passato oggi in bicicletta. Non chiedetemi come. Ah, perché certo, dimenticavo: nella catastrofe generale (seppure molto ma molto in fondo in ordine di rilevanza) c'è anche un consistente fastidio personale: mi si sono sventrati quasi tutti i percorsi di allenamento.

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