MASCHILISMI UGUALI E CONTRARI

"So però che sopravvive un altro genere di maschi e che a questi maschi continua a piacere l'altra donna. Quella che non sghignazza, ma sorride. Che non mostra, ma allude. Che non seduce con le microgonne, ma con gli spacchi. Che conserva intatto il mistero femminile e intriga l'uomo che cerca di entrarvi in comunione. Che non si rifà, ma ha cura di sé. E sa coltivare sogni più larghi di una passerella scosciata in tv."

Noto con piacere di non essere l'unico ad aver pensato, leggendo l'ultimo pezzo di Gramellini  su "La Stampa", che questo "modello alternativo" alla donna berlusconiana – nel senso della sgallettata che lo chiama papi – sia in realtà nient'altro che un modello brutalmente maschilista uguale e contrario a quello che viene esecrato, per definire il quale il punto è pur sempre "quale è la donna che piace al maschio", sia esso papista o gramellinista.

Al maschio che sono io continua a piacere (ma anche a non piacere) una terza donna, quella che è quello che è e, fondamentalmente, non ha come problema principale della sua vita quello di piacermi (o di non piacermi).

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