GIRO D'ITALIA 2010/3/GRAN FINALE

Arrivati a 5/6 di giro, le cose sono ormai chiare. A meno di cataclismi, questo Giro lo possono vincere in tre: Arroyo, Basso, Evans. Oggi c'è una tappa piatta, venerdì e sabato due tappe di montagna da cinque stelle, domenica una crono brevissima, praticamente un cronoprologo programmato per l'ultimo giorno del Giro e non per il primo.

Basso ed Evans devono attaccare Arroyo. Hanno, rispettivamente, 2'27" e 3'09" di ritardo dalla maglia rosa, residuo del vantaggio di quasi 13 minuti conseguito da Arroyo con la fuga bidone della tappa dell'Aquila. Al netto della psicologia e della eventualità che Arroyo si esalti vedendo avvicinarsi un traguardo insperato, le possibilità che possa resistere sono molto basse. Nei quattro arrivi di tappe di montagna finora Arroyo ha beccato complessivamente 7'48" da Basso e 7'39" da Evans, non riuscendo mai a restare insieme agli avversari. Anche nel cronoprologo Arroyo è stato distanziato di 35" da Basso e di quasi un minuto da Evans, su 8 chilometri e mezzo di percorso. Su percorsi con salite dure e ripetute come quelli delle due tappe lombarde del fine settimana sembrerebbe non avere grandi possibilità di resistere. Diamogli un 5% di possibilità di successo finale.

Ben più difficile è invece pronosticare chi possa avere la meglio tra Basso ed Evans. Al momento Basso ha 42" di vantaggio sull'australiano che potrebbero costituire un margine sufficiente per affrontare i 15 chilometri a cronometro su percorso misto di domenica, nella quale Basso potrebbe permettersi di perdere fino a 2 secondi e mezzo al chilometro, che non sono pochi. Certo, se riuscisse a staccare ulteriormente il rivale in salita sarebbe meglio. Per quel che i due hanno fatto vedere nelle scorse tappe, il varesino sembra avere qualcosa in più sulle salite, soprattutto sulla lunga distanza. Le due tappe del Mortirolo e del Gavia non saranno lunghissime (entrambe inferiori ai 200 chilometri), ma presentano pendenze importanti e soprattutto concatenazioni di salite sulle quali Basso ha sempre dato il meglio di sé. C'è, infine, l'incognita maltempo che potrebbe ribaltare tutto e creare situazioni al di fuori di ogni logica (sul Gavia, che sfiora i 3000 metri d'altitudine, si è già verificato un caso del genere). Diciamo che se Basso riesce a non farsi staccare da Evans potrebbe avere il Giro in tasca. Togliendo il 5% già assegnato ad Arroyo e un altro 5% di assoluta imprevedibilità, dico 60% al varesino e 30% al campione del mondo.

Due cose sono, invece, certe al 100%: che io sarò davanti al televisore da venerdì a domenica e che tiferò Basso.

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