Entrambe le cose

Cinque anni fa di questi giorni si giocava Germania-Italia, semifinale dei Mondiali del 2006. La ricorda in modo sublime Eddaje!:

Diciassette uomini in fibrillazione pullulano l’area di rigore tedesca di fronte a lui, un miliardo di occhi lo guardano e qualche decina di milioni lo implorano, ma lui traccheggia, come se fosse sovrappensiero, come se la palla ce l’avesse qualcun altro. Poi d’incanto illumina. Anzi, smarmella. Improvvisamente quella palla è altrove – in un luogo che nessuno aveva visto – senza che Pirlo la degni di uno sguardo, un’attenzione, un saluto: si conoscono troppo bene i due, e da troppo tempo.

Un attimo prima di calciare, Fabio Grosso è l’archetipo dell’eroe per caso. È l’imberbe teenager catapultato nel mezzo della guerra dei mondi. È l’impiegato a cui vengono affidate le sorti della galassia. È talmente lontano dalla sua dimensione abituale che non è sotto alcun tipo di pressione. È ben oltre la pressione, forse addirittura sopra. Potrebbe tirarla in curva, lisciarla o svenire lì sul luogo, tanto nessuno sano di mente si aspetta che a risolvere due ore di zero a zero sia un terzino del Palermo. Per questo nasce un tiro perfetto.

(La parte su Gilardino e Del Piero è da premio Pulitzer).

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2 risposte a Entrambe le cose

  1. Pingback: Sono immortale « eddaje!

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