D&D Story/3


Hunting goblins, originally uploaded by farfintadiesseresani (© bic)
Segue dalla prima e dalla seconda puntata, che risalgono ormai a millenni fa.
Per farla breve, ho ricominciato a giocare a D&D, complice il trasferimento a Milano per parecchi mesi. Ho ricominciato a giocare tanto. Ho ricominciato ad appassionarmi, ad andare per negozi, ad avere il tempo libero occupato dalla piacevolissima sensazione di pensare a mondi, mostri, compagni, incantesimi, colpi e strategie. Ho 44 anni, ma questo mi pare un dettaglio trascurabile.
Sto giocando con due gruppi distinti, in uno da giocatore, nell’altro da Master. In nessuno di essi ci sono i vecchi compagni: l’avvocato paladino, il Boss, Dwalin il druido, il chierico di Raven e il mago minchione, coloro con i quali ho bruciato neuroni per anni tra l’adolescenza e la prima età adulta. Avrei un sacco di cose da dire dei nuovi compagni, ma magari su questo scriverò una quarta puntata.
Sto giocando con la Quarta edizione. Avendo ottenuto tutti i manuali in .pdf e gratuitamente, sto spendendo in miniature e plance, che nella 4e sono essenziali. Per un giocatore abituato all’Advanced (io la 3e e la 3.5 le ho saltate a pie’ pari) la 4e è una roba strana, molto videoludica, quasi meccanica a tratti, ma in ogni caso alla fine è pur sempre D&D ed è, come al solito, molto divertente.
Da una parte, quella nella quale gioco e impersono lord Koth Dracarys, paladino devoto di Dol Arrah (io avrei voluto Bahamut, ma il Master me l’ha impedito per ragioni di coerenza con l’universo di gioco), mi ritrovo rianimato dopo tre secoli di stato di morte apparente e sepoltura su un’isola ai margini nordorientali di Eberron, universo di gioco strano, a naso non entusiasmante. Miei sodali (e rianimatori) sono un ranger dragonide, due deva entrambi parecchio sciroccati e un morfico rogue. Il Master è bravissimo e ha messo in piedi una storia complicatissima, con almeno un centinaio di NPG, dalla complessità inversamente proporzionale alla piccolezza dell’ambientazione (un’isoletta, come dicevo, grande più o meno come una delle Eolie). Sono un personaggio decisamente tosto, meno e benedico come un ossesso. Sono carismatico a livelli inumani. Ho modificatori altissimi in Diplomazia e, soprattutto, Intimidazione. Praticamente, sono un incrocio tra Parsifal e Eomer, però in full plate. Mi piace.
Dall’altra parte, sto masterizzando un gruppo di avventurieri di primo livello: un enorme dragonide chierico della guerra di Kord, un eladrin stregone pasticcione, un’altra eladrin rogue agile come una pantera e bionda come se non ci fosse un domani e un’altra avventuriera ancora avvolta da un qual certo mistero, guidati da un giovane condottiero umano alla ricerca di sette bambini suoi compaesani che sono stati rapiti da goblin sospettosamente organizzati. La cosa strana e divertente è che giochiamo in parte live e in parte online: metà del gruppo sta a Roma e ci colleghiamo tutti via videoconferenza di Google+. La cosa sorprendente è che funziona.
Ora vado, ché devo montare qualche miniatura di goblin e altre nefande nefandezze.
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