Chi sono

Mi chiamo Marco Luigi Giuseppe Beccaria. Io in genere mi presento solo come Marco, ma mia madre, non so se per convinzione, dolo, distrazione o ignoranza (quando glielo chiedo è sempre piuttosto vaga in merito), mi ha registrato all’anagrafe con tutti e tre i nomi (Marco piaceva a lei, Luigi e Giuseppe sono i nomi dei miei nonni) senza la virgola di separazione tra il primo e gli altri due. Quindi ufficialmente sono Marco Luigi Giuseppe.

Sono nato a Milano il 21 maggio 1967, da Giuliana e Giandomenico.

Ho fatto l’asilo dalle suore rosminiane di via Palestrina, a Milano. La mia maestra è stata suor Giustina. Ho fatto le elementari e le medie alle scuole di viale Brianza, sempre a Milano. Alle medie ero nella A.

Ho frequentato il liceo al Volta di Milano. Ancora sezione A. Lo stesso liceo di Paolo Maldini (che era un anno dietro di me). Sono uscito con 52/60 nell’anno scolastico 1985/86.

Sono obiettore di coscienza. Ho fatto il servizio civile presso la Caritas Ambrosiana tra il 1990 e il 1991.

Ho studiato alla Cattolica di Milano. Filosofia. Ho avuto come professori Giovanni Reale, Adriano Bausola, Michele Lenoci, l’innominabile e amatissimo monsignore, Aldo Grasso, Francesco Casetti, Annamaria Cascetta, Enrico Mazza. Mi sono laureato nel 1992 con una tesi su Paul Ricoeur. 110/110 e lode.

Ho cominciato a lavorare due mesi dopo la laurea, l’11 dicembre 1992. Professione insegnante. Le scuole in cui ho lavorato sono state: l’Istituto Gonzaga di Milano, il Collegio Arcivescovile De Amicis di Cantù, il Liceo Gemelli di Milano. Per un paio d’anni, ho anche lavorato in una piccola radio privata canturina, Radio Cantù Brianza. Facevo un po’ di tutto, ma in particolare il “direttore del palinsesto” (qualsiasi cosa ciò possa significare).

Nel 2000 ho vinto i concorsi per l’insegnamento statale. Nel 2001 sono entrato in ruolo presso il Liceo di Edolo, in Valcamonica. Ho insegnato per quattro anni al Liceo Gioia di Piacenza, poi, in assegnazione provvisoria, ho trascorso un anno al Liceo Volta di Castel San Giovanni (PC). Sono ritornato al Gioia per altri tre anni finché, nel settembre 2009, ho ottenuto finalmente il trasferimento definitivo della mia cattedra a Castel San Giovanni.

Sono sposato con Raffaella dall’11 dicembre 1993. Abbiamo vissuto dapprima a Cologno Monzese, in via della Repubblica 43, poi, dal 2001, in campagna, a Pianello Val Tidone, sulle colline sopra Piacenza, in un casale con tanta terra intorno e una sottosezione dell’arca di Noè (i gatti “da esterno” Bilbo e Gala; la gatta “in affido” Lilith; il cane Gandalf; il Collettivo Comunista delle lucertole; insetti vari; la fantasmatica ma rumorosa presenza degli uccelli tra le fronde). Per dieci lunghi anni ha vissuto con noi, prima a Cologno poi a Pianello, la piccola Clo che adesso gioca nel Grande Spazio.

Da un paio d’anni io e Raffa dividiamo la nostra vita tra Pianello (primavera, estate e un pezzo di autunno) e Milano (fine autunno e inverno), in una casetta in zona Loreto. Per sei mesi pendola lei (che lavora a Milano) e per cinque mesi le do il cambio io. Così funzionano i matrimoni.

Sono alto 1 metro e 86 centimetri. Il mio peso è oscillante, ma costantemente al di sopra del quintale. Capelli castani sempre più grigi, occhi color nocciola. Porto la barba. Tifo per il Milan. Pratico il ciclismo calmo. Il piatto che mi piace di più cucinare sono le infinite variazioni del cous cous.

Oltre a insegnare, mi piace molto scrivere. Qualcuno, prendendosene tutta la responsabilità, ha detto che lo faccio dignitosamente. Se volete sincerarvene di persona, qui sotto trovate i link per qualche mio racconto. Qualcuno è stato pubblicato, qualcuno è inedito. Buona lettura. Partiamo con tre racconti di una serie dedicata alla mia passione per il ciclismo. Il primo, pubblicato nell’agosto del ’98 sul quotidiano Avvenire, s’intitola Il Gianni. Suo seguito ideale è L’ultima curva del signor Vedremo, dell’anno successivo, pubblicato sul mensile Brianze. Entrambi i racconti sono stati pubblicati anche, grazie all’interessamento dell’amico Sandro Magister, sul sito web de L’Espresso. Infine, a completare (per ora) la serie, Rubè, ovvero la mia personale e brianzola versione della classicisiima del pavé. Ancora: due racconti natalizi, pubblicati nel 1999 e nel 2000 dalle Edizioni San Paolo in due raccolte di racconti di vari autori (tra i quali io ero di gran lunga il più misconosciuto). S’intitolano Il vecchio Orsi e il paese dei presepi (un tantinello più barocco e serioso) e Natale con gli alieni (puro delirio semiautobiografico). Infine, due racconti inediti che hanno a che fare, anche se in maniera diversa, con il mio mestiere. Il primo s’intitola Scrutinio ed è dedicato a un caro amico, Gabriele, al quale in qualche modo mi sono ispirato per tratteggiare il protagonista. Il secondo, Un titolo perfetto, è uno sbeffeggiamento rivolto a uno dei più seriosi e complicati filosofi della storia, Hegel. Credo che i miei studenti di quinta (e tutti gli ex studenti, naturalmente) possano apprezzarlo.

11 risposte a Chi sono

  1. Ester ha detto:

    Finalmente vedo il famoso Gandalf!

  2. lo scorfano ha detto:

    Ora ti faccio sorridere (visto che questa pagina l’ho letta solo oggi, dopo tanti anni).
    Sono nato il 29 aprile 1967, segno zodiacale Toro; sono alto 1.93, peso da sempre più di un quintale. Ho vissuto dal 1992 al 1994 a Cologno Monzese. Ho studiato Lettere all’Università Cattolica, frequentando i corsi della Cascetta e di Casetti. Mi sono laureato nell’aprile 1992. Nel 1991 ho provato a fare l’obiettore alla Caritas Ambrosiana, ma mi hanno precettato e mandato ai servizi sociali di Castel San Giovanni. Ho vissuto a Milano per molti anni: nel 1991 in zona Loreto. E oltre a insegnare mi piace molto scrivere.
    Com’è che non ci siamo mai incontrati?

  3. Più che altro, non è che siamo la stessa persona e soffro(iamo) di un grave disturbo della personalità? (Ci saremo incontrati sì, vedrai).

  4. nevillechamberlain ha detto:

    prof. , edolo?!

  5. Eh, sì. Colpa dei deliranti meccanismi di reclutamento dei prof. nella scuola statale italiana. Ci ho vissuto e insegnato per un anno.

  6. nevillechamberlain ha detto:

    Un anno tra i camuni ti avrà forgiato…

  7. The core of your writing while appearing agreeable originally, did not sit properly with me personally after some time. Somewhere throughout the paragraphs you actually were able to make me a believer unfortunately only for a while. I nevertheless have got a problem with your leaps in assumptions and one might do well to help fill in those breaks. In the event that you actually can accomplish that, I would undoubtedly be fascinated.

  8. monica dalla val camonica ha detto:

    capito qui non per caso, di più! ma leggendo “edolo” ed essendo camuna non potevo non commentare… e ora mi leggo i racconti, ché almeno sto sabato sera a letto con l’influenza magari sarà un po’ meno sprecato!

  9. monica dalla val camonica ha detto:

    ho problemi coi link… peccato

  10. Davide ha detto:

    Ciao…Gianni é da sempre il mio idolo e io tuoi racconti sono da pelle d’oca!!!!
    Grazie,Davide

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